Fornire servizi sanitari salvavita in Mali richiede resilienza e determinazione. Nonostante le minacce alla sicurezza, le condizioni meteorologiche estreme e le disuguaglianze sociali, le donne continuano a richiedere – e a fornire – le cure necessarie per la loro salute e per la salute delle loro famiglie e comunità.
Da decenni, il Global Fund e i suoi partner in Mali, fra i quali il Ministero della salute e le organizzazioni della società civile, sono al fianco delle comunità più vulnerabili con investimenti nella lotta alle malattie più letali al mondo e iniziative volte a rafforzare i sistemi sanitari che raggiungono le donne e i bambini ovunque si trovino.
Qui incontriamo gli operatori sanitari, insieme alle donne e alle famiglie a cui prestano assistenza, la cui missione è realizzare un progresso reale nonostante le sfide immense.
In Mali, le donne sono esposte a livelli di rischio per la salute materna tra i più alti al mondo: la loro probabilità di perdere la vita in seguito a complicanze della gravidanza o del parto è quasi due volte maggiore rispetto alla media globale. Questi rischi riguardano anche i loro figli, la cui probabilità di morire prima del quinto anno di vita supera di tre volte quella dei bambini nel resto del mondo. Ampliare l’accesso a servizi di qualità per la salute della madre, del neonato e del bambino è fondamentale per salvare vite e promuovere la salute e la resilienza delle donne.
In Mali, i centri sanitari comunitari – noti con il nome di centres de santé communautaire (CSCOMs) – rappresentano un pilastro essenziale delle cure primarie e ampliano l’accesso ai servizi salvavita. Gestiti dalle comunità locali con il sostegno del Ministero della salute, questi centri erogano sevizi integrati e incentrati sul paziente, fra cui controlli prenatali, assistenza specialistica durante il parto, prevenzione della malaria, trattamento dell’HIV e cure postnatali.
Gli investimenti del Global Fund aiutano a rafforzare questi centri sanitari in prima linea fornendo farmaci sicuri, strumenti di diagnostica essenziali e operatori sanitari ben formati. Gli operatori sanitari comunitari sono in grado di portare le cure oltre i centri sanitari – raggiungendo le persone nelle loro comunità e a domicilio – in modo che i servizi salvavita siano accessibili a chiunque ne abbia bisogno, soprattutto nelle aree mal servite e remote.
Astan Diabate, alla 18a settimana di gravidanza del suo sesto figlio, si consulta con l’ostetrica Keita Aissata presso il CSCOM Sebeninkoro di Bamako – un centro sanitario che ogni anno registra più di 700 nascite. In una regione in cui molte donne in gravidanza sono esposte alla malaria, integrare i servizi di prevenzione di questa malattia nelle cure prenatali è cruciale per proteggere la salute delle donne e garantire gravidanze più sicure.
Astan riceve una zanzariera e la sulfadossina-pirimetamina, un farmaco antimalarico preventivo per proteggere se stessa e il bambino che porta in grembo.
«Le cure qui sono molto efficienti» afferma Astan. «Per questo sono venuta qui per tutti e sei i miei bambini.»
Tra il 2022 e il 2024, gli investimenti del Global Fund hanno sostenuto programmi di lotta alla malaria che hanno raggiunto milioni di famiglie maliane. Le zanzariere distribuite sono state 16,5 milioni in totale, con una copertura di quasi il 100% delle famiglie.
Nello stesso periodo, quasi 1,4 milioni di madri in attesa hanno ricevuto un trattamento preventivo contro la malaria e ogni anno circa 3 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni sono stati sottoposti a chemioprofilassi della malaria stagionale – con la somministrazione di farmaci preventivi durante la stagione in cui si verifica il picco di trasmissioni – raggiungendo fino al 95% di copertura dei bambini idonei in tutto il Paese.
Mariata Bengaly, operatrice sanitaria comunitaria affiliata al CSCOM Sebeninkoro, fa visita a domicilio a una donna in gravidanza affetta da HIV. In Mali, dove quasi la metà delle donne in gravidanza affette da HIV non ha accesso al trattamento per la prevenzione della trasmissione della malattia dalla madre al figlio, le cure domiciliari fornite da Mariata sono un’ancora di salvezza.
Durante la visita, Mariata somministra alla donna la terapia antiretrovirale, monitora la carica virale della paziente con test su sangue essiccato e fornisce cure prenatali. In situazioni come questa – vale a dire quando le donne non hanno accesso a una struttura sanitaria – Mariata porta le cure direttamente a domicilio, assicurando le cure essenziali necessarie.
A livello globale, quasi i due terzi dei decessi materni si verificano in Paesi fragili o colpiti da conflitti, in cui il rischio di morire durante la gravidanza o il parto è circa cinque volte più elevato.
Il campo profughi di Sénou ospita circa 1200 persone sfollate all’interno dei loro Paesi che vivono in difficili condizioni di sovraffollamento con accesso limitato ai servizi di base. Per donne e ragazze è estremamente difficile accedere alle cure sanitarie. In risposta, il Global Fund e i suoi partner stanno portando servizi salvavita direttamente alle donne e alle ragazze nel campo di Sénou – tramite cliniche mobili, programmi per la salute della madre e del neonato e iniziative socialmente utili che mettono in contatto le donne con i servizi di cura.
La Dott.ssa Djeneba Sow di Synergie Action Santé, partner del Global Fund, tiene sessioni di educazione sulla salute delle madri e dei neonati rivolte alle donne residenti nel campo per sfollati interni di Sénou.
Le sessioni forniscono indicazioni sulle cure prenatali, sulle pratiche di parto sicuro, sulla prevenzione della malaria, sui test e sul trattamento dell’HIV, sull’allattamento al seno e sulle cure postnatali nonché su altre problematiche sanitarie.
Trasmettendo alle donne le conoscenze necessarie e permettendo loro di accedere ai servizi essenziali, la Dott.ssa Sow promuove la loro salute e la salute dei loro bambini.
Mariam e sua figlia Boubacar di 2 anni – la sua bambina più piccola – vivono nel campo per sfollati interni di Sénou da sei anni dopo essere sfuggite all’incertezza e alla violenza della regione centrale del Mali. Mariam ha sei figli: i primi quattro sono nati senza cure prenatali o assistenza medica specializzata. A Sénou, Mariam ha potuto accedere alle cure per le sue ultime due gravidanze.
«Durante i miei primi quattro parti ho alternato momenti di lucidità a momenti in cui perdevo i sensi. Durante gli ultimi due parti, invece, sono stata sempre cosciente» racconta. «Essere donna qui non è facile» aggiunge Mariam, «ma posso contare su persone che mi stanno aiutando.»
Gli investimenti del Global Fund hanno aiutato a mettere in contatto le donne di Sénou con i servizi sanitari, migliorando l’accesso alle cure materne per le famiglie sfollate.
Il CESAC – Centro di Ascolto, Cura, Animazione e Consulenza – è la prima clinica malese dedicata all’HIV, fondata nel 1996.
Sostenuta dal Global Fund e gestita dal partner di lungo corso ARCAD Santé PLUS, il CESAC fornisce una serie di servizi sanitari, fra cui servizi di prevenzione, trattamento e cura dell’HIV, nonché programmi specificamente destinati a bambini, ragazze adolescenti e donne.
Oggi, il CESAC è un modello esemplare di cure incentrate sul paziente e basate sulla dignità.
Lountani Sissoko è la responsabile dei programmi di sostegno psicosociale per i bambini affetti da HIV presso il CESAC. Aiuta i bambini a comprendere la loro diagnosi, a seguire il trattamento e a costruire la propria autostima in uno spazio protetto.
Dal 2008 il CESAC sostiene i bambini che vivono con l’HIV.
Oggi sono 456 i bambini che ricevono trattamenti salvavita presso la clinica, tornano ogni tre mesi per effettuare medicazioni e ricevono sostegno psicosociale. Dall’età di circa 7 anni, ai bambini viene insegnato – con un linguaggio adatto alla loro età – cos’è l’HIV e perché il trattamento quotidiano è importante.
«In passato i bambini si vergognavano di venire qui ma ora non più. Oltre a fornire cure mediche dobbiamo lavorare per costruire la loro fiducia e autostima» spiega Lountani.
Per 13 anni Yama Kanoute ha ricevuto cure salvavita contro l’HIV presso il CESAC. Diagnosticata in gravidanza, è stata immediatamente inviata al trattamento – riuscendo a salvaguardare la propria salute e quella dei suoi bambini. Ogni tre mesi, Yama intraprende un viaggio di un’ora per raggiungere il CESAC e ricevere trattamenti gratuiti, sottoporsi ai test della carica virale e usufruire di supporto medico. La vediamo qui con il suo figlio minore Mohammed, non affetto da HIV.
«Le cure qui sono molto buone, soprattutto i medici» afferma Yama.
Nonostante le persistenti criticità e le difficoltà che gravano sulla popolazione femminile in Mali, si registra un’espansione dell’accesso ai servizi di prevenzione, trattamento e cura dell'HIV. Questo progresso permette alle madri di restare in salute durante la gravidanza e la maternità e garantisce che i bambini nascano senza virus.
Negli ultimi vent’anni il Global Fund ha finanziato il 100% di tutte le terapie antiretrovirali in Mali. Dal 2002 i decessi legati all’AIDS sono diminuiti del 60% e la copertura del trattamento è aumentata dal 5% all’inizio degli anni Duemila al 68% nel 2024.
Questo investimento trasformativo di lunga durata ha permesso alle donne, alle ragazze e ai bambini malesi di avere accesso a cure salvavita incentrate sul paziente che garantiscono la loro sopravvivenza e promuovono una comunità forte e resiliente.
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