Una sorveglianza affidabile delle malattie è essenziale per proteggere le persone dalle malattie infettive in tutto il mondo. Nella RDC, quest’attività è fondamentale – ma particolarmente difficoltosa. Nel corso dell’ultimo decennio, la RDC è stata teatro di numerosi focolai di colera, ebola e morbillo, oltre a essere stata colpita dal COVID-19, dal vaiolo delle scimmie e da un focolaio di una «malattia non diagnosticata» nella provincia di Kwango, per la quale recentemente è giunta la conferma di infezioni acute delle vie respiratorie complicate da malaria e malnutrizione.
Decenni di conflitti e migrazioni, sistemi sanitari fragili e condizioni ambientali favorevoli per le malattie trasmesse da vettori possono originare focolai con maggiore frequenza. La scarsa copertura di rete provoca ritardi nella comunicazione delle informazioni, rallentando i tempi di risposta e permettendo alle malattie di diffondersi.
Queste difficoltà sono ulteriormente acuite da notevoli ostacoli logistici.
La RDC è il secondo Paese africano per estensione, con una superficie pari all’incirca all’Europa occidentale – ma con infrastrutture viarie e reti di trasporti molto meno affidabili e una conformazione geografica incredibilmente ostile.
Per rendere più efficace la risposta del Paese in presenza di focolai e impedirne la diffusione, con l’aiuto di altri partner il Global Fund sta investendo negli sforzi del Ministero della salute volti a digitalizzare i sistemi nazionali di comunicazione e allerta precoce delle malattie.